Questionario di autovalutazione d’istituto (3): risultati e altro

Grazie alla solerzia del nostro webmaster, Giacomo Drago, sono stati  pubblicati sul sito della scuola i risultati del questionario iniziale di autovalutazione d’Istituto. Come ho già avuto modo di dire, si è trattato di un sondaggio preliminare, fatto anche per collaudare la “macchina” e familiarizzare i nuovi iscritti (studenti e genitori) allo strumento di consultazione.

Tuttavia non vi nascondo la mia delusione. Non per i risultati in sé che, al contrario, potrei giudicare lusinghieri sotto tanti, importanti aspetti, ma per la partecipazione davvero molto bassa (56 studenti e 132 genitori su una platea complessiva calcolabile di poco inferiore alle duemila unità). Sarebbe interessante che quantomeno la pattuglia dei coraggiosi che si è espressa offrisse un ulteriore contributo di riflessione in merito. Poca fiducia in questo tipo di consultazione? Sbagliata la formulazione delle domande? Inutile lo stumento, semplice orpello salvacoscienza di una realtà che resterà immutata? Cos’altro?

Quanto a me, presenterò esiti e risultati al prossimo consiglio di Istituto, perché, comunque, se ne traggano considerazioni operative , ivi compreso l’abbandono dell’iniziativa.

Eppure resto convinto che avvicinare famiglie e studenti alle scelte di governo della scuola sia non solo importante, ma necessario. In fondo gli strumenti di contatto on-line dovrebbero facilitare tale avvicinamento, consentendo una forte riduzione di tempi e percorsi.

E’ troppo chiedere ai tanti genitori che  possiedono un collegamento a Internet di fermarsi a riflettere qualche momento, magari la sera, il sabato, la domenica, sulla qualità dell’istituzione a cui hanno affidato l’educazione e l’istruzione della propria figlia o del proprio figlio?

Questa richiesta non ha nulla di ideologico, ma poggia sull’esigenza di un ritorno al dialogo, alla partecipazione, alla condivisione. Oggi infatti non si può dire che la scuola sia governata male. Utinam. Essa non è semplicemente governata. Si ha sempre più la sensazione che si proceda ad horas, per mode culturali, impulsi, spesso  generati da fatti di cronaca, senza un disegno complessivo sottostante, (a parte quello della riduzione delle risorse!)

L’ultimo episodio: la rissa fuori dei cancelli del liceo “Aristotele”. Tanto è bastato perchè la ministra promettesse una task force (to eu leghein to eu phronein!) contro il bullismo e si dichiarasse d’accordo con quelle scuole che decidessero di installare le telecamere nelle classi.

Adesso sono certo che si discuterà su questo tema sul modello dei tanti talk show televisivi, senza approfondire … e senza inorridire di fronte alla sola idea di un ufficio di presidenza trasformato in una cabina di regia con tanto di consolle con monitor aperti a “vigilare” su tutta la scuola.  Lo stesso è accaduto con la reintroduzione (sic!) del voto in condotta: basta poi leggere sul sito del MIUR  il relativo Decreto Ministeriale per capire dove sta il fumo e dove l’arrosto.

Per evitare questi sbalzi umorali e sedare ingiustificati timori (vedrete che per alcuni giorni ci verranno raccontate tutte le nefandezze che vengono commesse nelle scuole italiane, che, facendo di ogni erba un fascio, saranno dipinte come luoghi di perdizione) è necessario ripristinare una sana, quotidiana, silenziosa  routine di buona amministrazione, partecipata e condivisa al massimo grado possibile, pur conservando ciascuno  le proprie prerogative e le proprie responsabilità, da tutta la comunità scolastica.

Possiamo ancora farcela, oppure lo Zeitgeist è talmente forte da consegnarci inevitabilmente all’inattualità?

9 Commenti a “Questionario di autovalutazione d’istituto (3): risultati e altro”

  1. Claudio Brustenga scrive:

    Per il primo anno, in quanto mia figlia è iscritta al IV ginnasio, ho partecipato al questionario. Non so quale sia stato il tasso di adesione degli anni precedenti e quali siano state le azioni intraprese a valle dei risultati, ma anch’io sono rimasto un po’ deluso dalla scarsa partecipazione. Ritengo che tale strumento, pur affinabile e migliorabile, rappresenti una delle “modalità di dialogo”, anche se anonima e a distanza, fra famiglia e scuola. Riflettendo sull’adesione, o meglio sulla “non adesione”, forse la si potrebbe imputare ad una scarsa informazione pervenuta alle famiglie. Se questa è la causa a ciò credo si possa facilmente porre rimedio per es. facendo pervenire alle famiglie tramite gli studenti stessi un’informativa da controfirmare. Se poi questa non fosse, e lo si potrà verificare solamente dopo il prossimo questionario, allora servirebbe soffermarci e riflettere. Vediamo il bicchiere mezzo pieno, consideriamo il sondaggio passato un rodaggio e confidiamo in una numerosa adesione futura. Un saluto. Claudio Brustenga

  2. irene scrive:

    Se con un deciso aut aut mi si chiedesse di optare per l’inattualità probabile che il DS ha tratteggiato in termini di condivisione e di buona amministrazione oppure per la attualità certa dei modelli e dei molteplici disvalori che lo Spirito del tempo fa vorticare, sceglierei senz’altro la prima.
    Perciò, per conto mio [ri]comincio da tre; tre nel senso di paragrafo n.3 dell’articolo del DS e, poi, tre nel senso del film di Troisi.

    Nel terzo paragrafo dell’articolo, il DS ci anticipa l’intenzione di sottoporre alla discussione del C.d’I. i risultati dell’ultimo sondaggio per arrivare a decisioni operative, senza escludere – vista la scarsa partecipazione – l’abbandono dell’iniziativa.
    Va tutto bene tranne l’abbandono, eventualità che va assunta come semplice ipotesi di scuola imposta dall’ormai ineludibile politically correct. Perché? Per il risentito e saggio “Nossignore, da tre!” del Gaetano protagonista del film.

    Come lui, noi ad oggi disponiamo di tre risorse:
    a) un gruppo di genitori, forse ancora sparuto ma certamente attivo, che trova valida l’iniziativa, perché ne intravvede in prospettiva l’utilità;
    b) un Webmaster ed uno Staff invidiabili ed invidiati per competenza ed efficienza;
    c) un DS che conosce e sa praticare le difficilissime arti della mediazione e della comunicazione.

    Ed allora fino ad oggi anche per noi “tre cose…sò riuscite dint’ à vita….”
    Perché dovremmo perdere pure queste?
    La prima è ancora acerba, ma certamente andrà a maturazione!

    Secondo me, la scelta ci si pone nei termini seguenti:
    Poiché i risultati dimostrano che l’impresa è irta di ostacoli, non ci è consentito di inseguire illusioni e dissipare energie; d’altra parte, considerando quanto è alta la posta in gioco, non possiamo neppure rinunciare senza aver esaminato da ogni lato il progetto e le sue difficoltà.

    Dunque, comincerei dai numeri, visto che a Pitagora, notoriamente non sprovveduto, i numeri qualcosa hanno detto.

    A.S. 2006-07: sondaggio sull’intero A.S. condotto susupporto cartaceo
    tutori partecipanti: 358

    A.S.2007-08: primo sondaggio sull’intero A.S. condotto on- line
    tutori partecipanti: 96

    A.S.2008-09: sondaggio sul trimestre condotto on- line
    tutori partecipanti: 132

    Note metodologiche
    •Non so se esistano dati antecedenti all’A.S. 2006-07 , ma io dispongo solo di quelli indicati.
    •Il DS calcola una platea complessiva di poco inferiore alle duemila unità, non so se di soli tutori, come io ipotizzo, oppure di tutori + studenti, ma la distinzione è, nell’economia del mio ragionamento, pressochè irrilevante.

    Che cosa ci dicono quei numeri? Vediamo:

    1. nell’anno che ha visto la più alta adesione, sarebbe stata interessata un po’ meno della metà dei tutori; ma solo ipotizzando di ridurre a 900 o 1000 l’entità dell’ intera platea presa in considerazione; se invece il numero dei tutori fosse più alto o addirittura, come io credo, raddoppiasse, la partecipazione ne verrebbe proporzionalmente ridimensionata;
    2. in quello stesso anno il questionario è stato veicolato dai docenti ((coordinatori di classe, credo) e dagli studenti, mentre nell’anno successivo, con il questionario lanciato in rete, ci si è direttamente rivolti ai tutori, senza che la liaison “figli – docente dei figli” fosse fattivamente determinante;
    3. con il primo sondaggio on-line la caduta di partecipazione è stata verticale, mentre si è registrato
    un lieve incremento nell’A.S. 2008-09, quando il sondaggio per la seconda volta è stato diffuso on – line.

    Che cosa, secondo la mia opinione, ne possiamo inferire?

    1. oggi il complesso della società civile in buona parte fatica a recepire scelte nuove che non diano un immediato vantaggio; il concetto di gradimento del servizio ha preso corpo solo da pochi anni nella scuola (2001, 2003???); è qualcosa che non esisteva ai tempi in cui i tutori erano studenti e, se teniamo conto del fatto che anche dentro l’istituzione-scuola sempre più hanno spazio chiacchiere poco concludenti, è facilissimo – secondo me, automatico – che, come il bambino buttato via con l’acqua del bagno, il questionario non venga intercettato dall’attenzione dei destinatari . In più, va tenuto nel debito conto il fatto che il coinvolgimento di docenti e figli produce, seppure per forza inerziale, un discreto effetto di moral suasion;
    2. circa l’uso della rete per la compilazione del questionario, alcune cose le conosciamo già: c’è il processo dell’alfabetizzazione informatica di massa che non è ancora portato a termine; inoltre credo numerosi i giovani tutori che conoscono e padroneggiano l’uso della rete, ma che, per semplici ragioni di tempo, non frequentano il sito della scuola né questo blog; a latere aggiungo che qualcuno di essi – ma quanti esattamente saranno? – non è stato raggiunto dal momento che a scuola non ne era stato depositato il numero di cellulare nè l’indirizzo di posta elettronica, essendo stata l’iscrizione effettuata dall’altro tutore, magari separato o anche non richiesto dei dati del coniuge o anche solo distratto ;
    3. c’è infine un terzo elemento, il più importante secondo me.
    Il DS domanda: “E’ troppo chiedere ai tanti genitori che possiedono un collegamento a Internet di fermarsi a riflettere qualche momento, magari la sera, il sabato, la domenica, sulla qualità dell’istituzione a cui hanno affidato l’educazione e l’istruzione della propria figlia o del proprio figlio?”
    Preside, non è chiedere troppo, ma è difficile riuscirci: quando si sono spese tre ore di ogni giornata sui mezzi pubblici o, peggio ancora, sulla propria automobile per raggiungere il posto di lavoro dove si è incalzati per almeno altre otto, nove ore da ritmi diventati frenetici e dove abitualmente si fronteggiano, a torto o a ragione, grane ed alienazioni (ammesso poi e non concesso che si fronteggino sempre o, piuttosto, non succeda talvolta di soccombere ad esse), per molti di noi è difficile trovare la motivazione e la concentrazione per tenere dietro alla qualità dell’istituzione scolastica, seppure quella dei nostri figli. Così non va bene, tant’è che sono qui a scrivere; ma questa scrittura è un lusso che mi prendo perché ho scelto di riappropriarmi del mio tempo; non sempre e non per tutti c’è al presente questa possibilità.
    Perciò, se vogliamo insistere – come io credo che dobbiamo – c’è da trovare il modo per rivolgerci ad personam, per spiegare che si tratta di cinque minuti, non di più, e che si tratta di segnalare opinioni e/o carenze di informazione, non di offrire l’ennesima prestazione della giornata o della settimana.
    Secondo me, in occasione dell’ultimo sondaggio il numero dei tutori è aumentato di 36 unità, forse perché i genitori delle quarte ginnasiali e delle prime del linguistico hanno avuto notizia del questionario già ai blocchi di partenza ma, di certo, perché i genitori del C.d’I. hanno titanicamente svolto un lavoro di informazione tanto capillare quanto individuale e di necessità non organizzato.

    • Sarà opportuno dare forma organizzata a questa informazione?
    •Può la scuola verificare quanti numeri di cellulare e quanti indirizzi di posta elettronica esattamente possiede?
    •Si può, prima del prossimo consiglio di classe, ottenere dai rappresentanti dei genitori che arricchiscano il loro mandato con un impegno organizzativo che, per essere teso al reperimento di numeri ed indirizzi mancanti, renderebbe il loro operato davvero concreto e utile all’intera comunità ? E ottenere da essi che, nel contattare i genitori, magari recepiscano anche le eventuali ragioni della mancata partecipazione ai sondaggi già effettuati?
    •Si può sperare che fino in fondo il coordinatore o un docente referente per ogni classe lavori d’intesa con gli alunni e con i rappresentanti dei genitori, per conseguire in tempi rapidi l’obiettivo?
    •Si può attivare – e non necessariamente nell’ufficio del DS – una cabina di regia con tanto di consolle e monitor aperti non a “vigilare” su tutta la scuola ma a completare la mappa dei numeri di cellulare e di indirizzi ed a raccogliere le eventuali segnalazioni di difficoltà?
    •Si può realisticamente considerare di aver concluso questo lavoro per la fine di marzo, in modo da disporre di tutti i necessari contatti per il questionario di secondo ed ultimo periodo 2008-09?
    •Si può all’inizio di aprile, per esempio, dare realizzazione alla proposta di Claudio Brustenga e contare sul fatto che le informative, stilate con cifra “saloniana” e controfirmate dai genitori, alla fine di aprile saranno state tutte responsabilmente raccolte dal docente coordinatore o referente?
    •Si può, dopo questa prima campagna e alla immediata vigilia della diffusione in rete del questionario, spedire e-mail e/o SMS per comunicare l’avvio dell’indagine, chiedere conferma della ricezione del messaggio e invitare alla compilazione?

    Il DS si pone e ci pone dei sensatissimi interrogativi: Poca fiducia in questo tipo di consultazione? Sbagliata la formulazione delle domande? Inutile lo strumento, semplice orpello salvacoscienza di una realtà che resterà immutata? Cos’altro?

    Secondo me potrebbero esserci – per tutte le componenti (studenti, tutori, docenti e non docenti) e magari variamente distribuite – schegge di verità in ciascuna delle domande; e su di esse vorrò riflettere a voce alta in un successivo intervento, ma intanto, nel caso dei tutori, a me pare che il primo problema da urgentemente verificare e, se rilevato, portare a soluzione, sia quello di una informazione il più possibile personalizzata. E’ solo il primo di una discreta serie di problemi, ma nessun ingegnere – se dotato di consapevolezza – si metterebbe a rischio di edificare senza aver gettato le fondamenta e senza aver saggiato la consistenza di esse.

    Concludendo, so che il punto di vista da me espresso è monocorde e solo convergente ma, nel suo unilateralismo, chiaro; perciò mi piacerebbe ascoltare anche altre voci al riguardo, non fosse che per modificare o, al contrario, confermare la mia convinzione. E so pure che andare ancora oggi, 23 gennaio, sulla scia di quel certo signore “un po’ abbronzato” è indubbiamente prevedibile, banale e trito, ma continuo a credere che sì, tutti insieme ce la possiamo fare.
    Irene Panattoni

  3. fed scrive:

    Inutile chiedere ai genitori se vogliono occuparsi dei figli compilando un questionario. Folle chiedere di farlo su internet. Stampate il suddetto questionario e datelo agli studenti che devono portarlo ai genitori perchè venga compilato e firmato. E’ uno strumento importante di partecipazione…solo che voi che l’avete formulato o compilato siete gli unici che pensano che la partecipazione abbia un senso. Noi comuni mortali semplicemente non ci siamo abituati. Abbandonare l’iniziativa non ha senso. Educare la gente a partecipare invece sì..anche con le bastonate.

    • irene scrive:

      Caro/a Fed,
      dalla finestra sul cortile che è questo blog, non so distinguere se sei un Fed o una Fed, ma questo non è importante.
      Più importante mi sembra puntualizzare che i “non abituati alla partecipazione” non esauriscono l’universo dei comuni mortali: diciamo che, dell’insieme dei comuni mortali, essi costituiscono il sotto-insieme di quelli un po’ ammaccati e tanto arrabbiati e che il sotto-insieme così connotato convive con un altro, quello formato da comuni mortali altrettanto ammaccati ma un po’ meno arrabbiati.
      Perciò ce la giochiamo alla pari e, come vedi, un’abituata e un/una non abituato/a in questo momento parlano, praticando un’ embrionale ma basilare forma di partecipazione.

      Risistemata la forma ed entrando nel merito dei contenuti, secondo me non vanno bene né il questionario firmato né, tantomeno, le bastonate.
      La firma non va bene, perchè intuibili motivi fanno preferire l’anonimato.
      Le bastonate non si possono nemmeno nominare perché quando si comincia con i randelli, si sa dove si va a finire. Ma il nostro Paese ha già dato, e certamente, se quel postino volesse suonare una seconda volta, troverebbe la corrente staccata.
      Fissato il secondo paletto, tutto il resto si può discutere, se vuoi. Ti aspetto.

      Prima di chiudere però prendo l’ardire di porre tre domande non tanto al Preside, quanto piuttosto ai Docenti dell’Aristofane:

      1. se Fed è studente/essa dell’Aristofane, non risulta un po’ negletta la socio-affettività, cioè quel sostrato che interagisce con la cognitività a noi ( genitori e professori ) tanto cara ma qui rivelata arido feticcio abbandonato nelle nostre mani?

      2. se Fed è un ex-alunno/a, che lavoro è stato fatto su quella medesima socio-affettività? L’intelaiatura logica di Fed mi sembra di alta qualità, ma i suoi contenuti mi spaventano: per lui/lei e anche per tutti noi;

      3, se Fed non è né l’uno né l’altro, che cosa si è meditatato e cosa si sta facendo per attrezzare i ragazzi dell’Aristofane a misurarsi con visioni di quel tipo?

      Cordiali saluti a tutti uno affettuoso a Fed.
      Irene Panattoni

  4. fed scrive:

    fed è un exalunno di genere irrilevante, la cui affettività (cognitività? socio-affettività??) fu gravemente compromessa dalla precedente presidenza di questo liceo e che per caso si trova a navigare in questi lidi.
    Far firmare il diario (tipo nota, i genitori mostrano particolare solerzia quando si tratta di mandare feedback alle forze dell’ordine) e consegnare a parte il questionario compilato?

    Come esponente dell’insieme “umanità non partecipativa” ribadisco l’urgenza di coinvolgere proprio chi della partecipazione non sa niente, non importa se in parità o addirittura in inferiorità numerica. Il ‘bastone’ era solo una metafora, probabilmente infelice, per indicare che nel richiedere partecipazione è facile scontrarsi con l’ottusità recalcitrante di
    chi è più facilmente adagiato sugli allori del qualunquismo impotente (e a volte arrabbiato). Non so se la ‘partecipazione’ passa per un questionario ma se voi volenterosi credete di sì, allora non mi pare il caso di fermarsi davanti al digital divide generazionale.
    Cara irene meritavo un buffetto affettuoso invece della tua preoccupata reprimenda, per aver dedicato attenzione a cose come “il questionario di autovalutazione” della mia ex scuola ma tant’è, mi accontenterò dell’affettuoso (non cordiale) saluto finale.
    ps. la mia intelaiatura logica ringrazia..

  5. Donatella Lanzi scrive:

    Il ritardo con cui prendo visione della discussione in atto e con cui mi decido a rispondere la dice lunga sui tempi a disposizione dei genitori…
    Faccio parte della sparuta schiera dei genitori che ha compilato il questionario e sinceramente trovo anche vagamente offensiva la domanda del Prof. Salone.: “E’ troppo chiedere ai tanti genitori che possiedono un collegamento a Internet di fermarsi a riflettere qualche momento, magari la sera, il sabato, la domenica, sulla qualità dell’istituzione a cui hanno affidato l’educazione e l’istruzione della propria figlia o del proprio figlio?”
    Forse tutti coloro che non hanno dedicato il proprio tempo alla compilazione del questionario o alla lettura del blog hanno ritenuto che non fosse lo strumento utile agli obiettivi indicati dal Prof. Salone….
    Non sarebbe importante individuare e diffondere tra i genitori e gli studenti i risultati concreti ottenuti attraverso il questionario? Proviamo a ribaltare la domanda: perchè un genitore dovrebbe dedicare il pochissimo tempo a disposizione per la compilazione di un questionario di cui non si comprende l’utilità? Sarò ancora più chiara: a cosa è servito negli anni precedenti? Sono sicura che una maggiore informazione in merito agli obiettivi e ai risultati concreti conseguiti, magari contestuale alla diffusione del questionario, potrebbe cositituire una motivazione in più alla compilazione e contribuire, quindi, ad un maggiore coinvolgimento.
    Penso che l’abbandono dell’iniziativa sia, comunque, una resa ingiustificata.
    Un’ultima riflessione. Apprezzo molto l’iniziativa del DS di aprire un dialogo con genitori e studenti attraverso il blog, ma credo che uno “stile” più semplice, per esempio evitando l’uso del latino (o del greco, o del tedesco), possa giovare al coinvolgimento di un pubblico più ampio. Non abbiamo frequentato tutti il classico…….. anche noi ragionieri abbiamo il diritto di esistere!
    Cordiali saluti a tutti.
    Donatella Lanzi

    • Claudio Salone scrive:

      Gentile Signora Lanzi, la ringrazio per la franchezza e accolgo le critiche sullo stile del blog, che è quello di un vecchio professore di latino e greco. Farò tesoro dei suoi consigli. Quanto all’utilità del questionario sono io il primo ad aver posto il problema. Tant’è che ne parlerò al prossimo Consiglio di Istituto di febbraio, quando metterò in discussione anche la possibile chiusura dell’esperienza, se giudicata poco funzionale e poco funzionante. Non ho idoli statistici da adorare. Lei poi mi chiede: a cosa è servito il questionario negli anni precedenti. Gli anni sono stati solo due, compreso questo, in cui peraltro abbiamo tentato di sostituire la somministrazione cartacea con quella on-line. Siamo quindi agli inizi di una pratica partecipativa alla quale pochi sono avvezzi e nella quale ancora troppo pochi si sentono coinvolti (di qui la mia osservazione sulla bassa “affluenza” di genitori e studenti, che non voleva certo essere offensiva, ma solo suscitare risposte, come ha fatto lei). La sfiducia nella possibilità reale di cambiare le cose è del resto molto diffusa e ahinoi fondata. Tuttavia mi ostino a credere che la strada del dialogo e della condivisione vada comunque percorsa, questionario o non questionario. Se non altro per tentare di costruire, almeno all’interno della nostra comunità scolastica, pratiche di quotidiana, buona amministrazione – se ci riusciamo.
      Quanto poi alla diffusione dei risultati del questionario, basta fare un clic sull’apposita finestra del nostro sito.

  6. nicoletta.derussis scrive:

    Grazie, Donatella!

    In seguito alle osservazioni del Preside, ho chiesto a tutti i genitori di cui abbiamo l’indirizzo come Comitato dei Genitori (circa 150) quali erano secondo loro le motivazioni per la scarsa partecipazione, e molti erano d’accordo con te sullo scetticismo rispetto all’utilità del questionario.

    Ottima l’idea di abbinare alla richiesta di compilazione del prossimo questionario (a fine anno scolastico, credo) le misure adottate in base ai risultati del questionario precedente: quali criticità erano emerse? se ne è tenuto conto? come si è agito in merito?

    Questa tua idea a me piace proprio molto, e chiederò in Consiglio di Istituto che venga adottata.

    Altri motivi evidenziati sono stati soprattutto:
    - la mancanza di informazione (non tutti sapevano del questionario)
    - le difficoltà informatiche dei genitori (aaargh!)
    - l’opinione che le in materia di scuola superiore sia meglio che i genitori non si “impiccino” più di tanto, essendo i ragazzi ormai piuttosto grandi

    Ma proprio ieri sera un genitore mi suggeriva: forse una parte di chi non ha risposto è perchè è contento così? In questo caso potrebbe aver pensato che un questionario serve per far emergere le criticità, o sennò non serve.

    Comunque sono contenta del fatto che non suggerisci di buttare a mare tutto: vediamo se migliorando funziona…

    Sul sito della scuola nel Forum – Area Genitori nel Topic “resoconto consiglio di istituto del 14 maggio” trovi in un mio intervento tutte le mail dei rappresentanti dei genitori in Consiglio di Istituto e in Comitato dei Genitori, per qualsiasi cosa

    A presto

  7. Webmaster scrive:

    Gentili signori,

    mi intrometto nella discussione solo per ricordare l’indirizzo nel quale sono stati pubblicati i risultati dell’ultimo questionario di autovalutazione:

    http://www.liceoaristofane.it/risorse/news/risultati_autoval_trim_2008.html

    La pubblicazione è stata annunciata con una news.

    Un saluto cordiale
    Giacomo Drago