ISCRIZIONI 2011-2012: TENDENZE E PROPOSTE

 

La chiusura delle iscrizioni al primo anno del liceo classico e del liceo linguistico è ormai prossima (12 febbraio). E’ forse il caso di avviare una riflessione sulle tendenze in corso, sia a livello locale che di scuola.

 Liceo linguistico

 Il liceo linguistico del riordino è tra quegli indirizzi che, come quello delle scienze umane, hanno condotto ad ordinamento un lungo cammino sperimentale.

I risultati sono stati più che buoni sia a livello nazionale (+1,6) che di scuola (abbiamo costituito una prima in più e si sono dovute rifiutare molte iscrizioni tardive per mancanza di posto).

 Le ragioni di questo successo risiedono probabilmente nel profilo meno impegnativo dell’orario frontale (all’Aristofane siamo passati dalle 35 ore settimanali alle attuali 27), nell’aver introdotto la terza lingua straniera fin dalla prima classe, nell’aver ridotto il latino a mera testimonianza (2 ore settimanali nel solo primo biennio), ma anche nei pregi di un curricolo con forte baricentro culturale (le tre lingue straniere hanno 10 ore su 27 nel primo biennio, 11 ore su 30 nel secondo biennio e nell’anno finale) e con una precoce introduzione dell’insegnamento CLIL (Content and Language Integrated Learning), cioè a dire la presenza di contenuti non linguistici, impartiti in inglese fin dal terzo anno in un ambito e dal quarto in due ambiti disciplinari.

In estrema sintesi, credo che il liceo linguistico sia stato visto dall’utenza come un liceo moderno, in cui l’attenzione per gli aspetti umanistici e letterari, affatto predominanti, è tutta rivolta alla comunicazione e all’apertura verso il mondo globale.

 Liceo classico

 Riordinato dal ministro Gelmini, è forse l’indirizzo che più ha sofferto di una certa impostazione ideologica che, nell’intento di chiudere definitivamente i conti “con il ‘68” e le successive, molteplici  sperimentazioni, è tornata al modello gentiliano del “molto di poco” piuttosto che del “poco di molto”.

Ciò è in realtà accaduto solo in superficie.

Confrontando i profili del ginnasio originale e di quello attuale, ci si accorge che, a fronte di un aumento di 1 ora di matematica e dell’introduzione (forzosa perché necessitata dalle prove OCSE PISA) di 2 ore di “scienze” genericamente intese, si è diminuito di  1 ora l’insegnamento dell’italiano e, nella concreta prassi didattica, assestato un durissimo colpo alla geografia, praticamente annichilita nel suo statuto epistemologico e assimilata alla storia. Senza contare che il grande insistere sull’importanza dell’inglese si è tradotto nella diminuzione da 4 a 3 delle ore riservate alla lingua straniera.

 Nel secondo biennio e nell’anno finale  si osserva l’aumento di 1 ora della fisica, l’aumento di 2 ore della storia dell’arte, l’introduzione di 3 ore di lingua straniera e la diminuzione di un’ora di matematica e di 3 ore delle scienze

 Si tratta di un curricolo che nel complesso appare debole sull’asse scientifico-matematico e con una dimensione umanistica dominata ancor più che nel passato dal blocco delle lingue antiche (9 ore a settimana nel ginnasio, 7 nel triennio liceale, ma con l’italiano diminuito e la geografia scomparsa).

 Il risultato delle iscrizioni 2010-2011 ha segnato su scala nazionale una netta diminuzione (dal 10% circa al 7,3%) e tale tendenza ha trovato riscontro anche nella nostra scuola, che ha perso una classe di ginnasio.

 In termini numerici assoluti, le iscrizioni all’Aristofane sono cresciute, ma il rapporto tra i due indirizzi sta cambiando.

 Per ragionare sul futuro del classico, abbiamo promosso il 1 febbraio scorso un incontro con la prof.ssa Erica Baldelli, del liceo classico “Maffei” di Verona, a cui hanno partecipato diversi rappresentanti di licei romani e il liceo “Carducci” di Cassino.

 L?argomento è stato quello delle strategie da adottare per ridare smalto all’indirizzo classico. La soluzione proposta dal “Maffei” (vedi in particolare sul sito www.liceomaffei.edu ), che sfrutta quanto previsto dalla norma sulla percentuale possibile di variazione del curricolo (20% il primo biennio, 30% il secondo e ancora il 20% nell’anno finale), contempla un ripristino dei potenziamenti curricolari in determinate aree (la storia dell’arte, le scienze, la seconda lingua straniera, ecc.), così da offrire alle famiglie percorsi differenziati che, pur restando fortemente connotati dallo studio del mondo greco e romano, abbiano in sé elementi di orientamento e di approfondimento tali da consentire allo studente in uscita scuola di affrontare più agevolmente le scelte verso la formazione superiore, anche in ambito non umanistico.

 In mancanza di certezza delle risorse di organico nel tempo, il potenziamento del Maffei presuppone il ruolo fondamentale delle famiglie, che, qualora la richiesta di discipline aggiuntive non possa essere soddisfatta dall’Ufficio Scolastico Regionale, dovranno intervenire mettendo in campo risorse proprie.

 Si tratta di un passaggio fondamentale che ha bisogno di una riflessione approfondita. Una volta accettato, questo principio introdurrebbe una sorta di sussidiarietà per cui il pubblico fornirebbe l’essenziale (il cosiddetto core curriculum) e il privato il plus ritenuto di volta in volta necessario a migliorare l’offerta formativa.

 La nostra scuola, nei suoi organi collegiali, il Collegio dei docenti e il Consiglio di Istituto, si è espressa in senso contrario a una tale soluzione, anche se gli esiti di un sondaggio da noi promosso, che saranno presto pubblicati sul nostro sito, fanno intravedere una diffusa disponibilità delle famiglie dei futuri aristofanini ad impegnarsi anche finanziariamente per fornire ore aggiuntive, specie in area scientifica.

 Personalmente ho intenzione di avviare presto un tavolo di analisi e di studio su questi temi, a cui chiamerò a partecipare i docenti, naturalmente, ma anche i genitori e quanti vorranno contribuire con proposte e osservazioni.

 Cominciamo da qui. Saranno benvenuti fin d’ora tutti i commenti e le domande di chiarimento che vorrete inviare.

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