Oggi, sabato 16 febbraio, si è conclusa la “Settimana dello studente” dell’Aristofane, un progetto che è stato inserito organicamente nel P.O.F. e che come tale appartiene a giusto titolo alle attività formative della scuola, delle quali è perciò necessario trarre un bilancio. I docenti lo faranno nelle sedi loro proprie (il Collegio, i Consigli di classe), ma, data la complessità organizzativa dell’iniziativa degli studenti e il suo costo in termini di tempo-scuola, ritengo sia indispensabile che la riflessione si allarghi a tutte le componenti della comunità scolastica (personale ATA, genitori, studenti). Da tale riflessione sono certo emergeranno suggerimenti, osservazioni, critiche, che ci consentiranno di meglio progettare nel futuro. Mi proverò ad offrire i primi spunti di un dialogo sul tema.
Partiamo dai punti di forza: il comportamento, la capacità organizzativa, il rispetto delle regole. Debbo dire che tutti – e in particolare il “gruppo dirigente” – hanno lavorato moltissimo, dimostrando di saper bene operare in squadra e di fronteggiare con prontezza anche gli intoppi che inevitabilmente si sono incontrati durante il cammino. Egualmente positivo e puntuale è stato il “servizio d’ordine”, che ha vigilato agli ingressi, impedendo “incursioni” non autorizzate dall’esterno e assicurando la sostanziale agibilità degli spazi comuni lungo tutto il corso della mattina. Mi piace inoltre sottolineare come il clima generale, fino alla conclusione, sia rimasto sempre sereno e cordiale, la partecipazione ai diversi corsi abbastanza sostenuta e la frequenza generale consistente pressoché per tutta la settimana. I numerosi esperti esterni, chiamati dai ragazzi a parlare sulle diverse declinazioni del tema dei diritti (Greenpeace, Nessuno Tocchi Caino, l’on.le Dario Esposito, assessore all’ambiente del Comune di Roma, l’associazione Aurora per il volontariato, un’anziana esponente del movimento partigiano, gli esperti dell’arte dei writers, tanto per citarne solo alcuni) hanno tutti elogiato gli studenti per la compostezza, l’attenzione e la correttezza della loro partecipazione.
Non ci sono stati danni di alcun tipo alle attrezzature della scuola e, seppure con qualche manchevolezza, i ragazzi si sono sempre adoperati per rimettere a posto le aule e per ripulire gli ambienti e gli spazi verdi, nonché iniziando a “restaurare” i muri esterni della scuola
Le criticità: la lunghezza del calendario delle attività e la densità forse eccessiva dei temi e delle iniziative proposte, che hanno ingenerato una qualche stanchezza, specie negli ultimi giorni. La partecipazione che, pur estesa, non ha tuttavia coinvolto tutta la scuola e in particolare non tutti i docenti, i quali hanno continuato a fare il loro “mestiere” per quei – pochi – che hanno scelto di continuare con l’attività d’aula. In estrema sintesi, personalmente traggo un bilancio positivo sul lato dell’accresciuto “senso di appartenenza” alla scuola degli studenti, fattore non di minore importanza per il rafforzamento della motivazione allo studio, ma registro altresì un’occasione mancata sul versante dell’integrazione organica di questo momento didattico con quello quello istituzionale basato sostanzialmente sull’apprendimento delle diverse discpline: penso, ad esempio, alla tante e diverse “competenze” che i ragazzi hanno messo in campo per organizzare, articolare, “temporizzare” le attività, così come alle tante e diverse “trasversalità” che i vari argomenti discussi hanno spontaneamente individuato, ma che non sono state ricondotte a sistema, conservando invece una mera dimensione parentetica.
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Claudio Salone