Siamo giunti a un mese circa dal termine delle lezioni.
E’ stato un anno scolastico particolarmente intenso e ricco di novità, prima fra tutte quella dell’abolizione dei debiti e del ripristino, seppure in forme mutate, di una sorta di esame di riparazione.
Si sa che salire su un treno in corsa non è mai consigliabile e oltremodo pericoloso, ma ce l’abbiamo fatta lo stesso, visto quanto disponeva e imponeva l’OM 92, emanata alla fine del 2007 e in più punti in contrasto con quel principio dell’autonomia scolastica, che ahinoi abbiamo ormai imparato a considerare sistematicamente eludibile.
Si è trattato di uno sforzo non indifferente, che ha comportato notevoli fatiche organizzative da parte della scuola e che ha creato un clima di attesa e di ansia nelle famiglie e negli studenti.
Abbiamo cercato di mitigare quel clima e –almeno finora – mi pare ci siamo sostanzialmente riusciti, grazie alla collaborazione dei genitori e alla sostanziale correttezza dei nostri ragazzi, pur se la loro frequenza alle iniziative di sostegno per il recupero delle insufficienze del primo periodo non è stata soddisfacente. Continueremo a informare e a dialogare, anche tramite questo stesso blog.
Adesso però ci attende il periodo più delicato e difficile.
Il 13 maggio il collegio dei docenti, sempre che la nuova situazione politica non determini a breve novità sostanziali, delibererà/confermerà in via definitiva la calendarizzazione delle operazioni successive agli scrutini finali e i criteri generali in base ai quali i consigli di classe potranno orientarsi per condurre le operazioni degli scrutini medesimi.
Agli studenti raccomando la massima concentrazione: è importantissimo essere attivi nel dialogo in classe, partecipare con costanza alle lezioni, ridurre al minimo assenze e ritardi, intensificare lo studio domestico, insomma non perdere più neppure un minuto del tempo rimasto – non molto, al netto delle improvvide chiusure elettorali – per giungere alla fine dell’anno con i migliori risultati possibili nel numero più elevato possibile di discipline, dato che la logica all’interno della quale si sono mossi sia il DM 80 che l’OM 92 è di stretto segno disciplinarista.
L’urgenza di attuare la rinnovata normativa sui debiti/insufficienze ha finito per soffocare sul nascere la discussione e il ragionamento su quella che doveva essere – e non è purtroppo stata – l’altra, vera grande novità appena avviata dalla scuola italiana cioè a dire il nuovo obbligo biennale di istruzione successivo alla scuola media, del quale ben poco si è detto e per l’attuazione del quale ben poco si è fatto.
Si è evidentemente preferito convogliare tutte le energie delle scuole superiori in un’operazione in buona sostanza di facciata, molto costosa in termini di energie professionali e finanziarie e della quale a metà giugno misureremo l’effettiva efficacia, voluta per ripristinare un astratto “rigore” dopo anni di asserito lassismo (chi crede che l’Aristofane sia una scuola “lassista” me lo faccia sapere!), a danno di una riflessione seria e approfondita sulla scuola italiana nel contesto europeo, per molti versi tanto differente dal nostro, sulla validità della programmazione per competenze versus per conoscenze, sulla possibile integrazione dei saperi, sulla consistenza dei “quattro assi culturali” e tanto altro ancora; tutto ciò sullo sfondo di quegli Obiettivi di Lisbona 2010, che per noi rimangono lontani.
Non resta che sperare che l’anno prossimo, senza sorprese in corso d’opera e con tempi più distesi, si possa iniziare a riflettere e a progettare concretamente anche su questi temi, che sono ben più vitali e importanti del ripristino surrettizio di vecchie pratiche nella prospettiva di un effettivo miglioramento della qualità della scuola italiana.