Archivio di gennaio 2009

Questionario di autovalutazione d’istituto (3): risultati e altro

martedì, 20 gennaio 2009

Grazie alla solerzia del nostro webmaster, Giacomo Drago, sono stati  pubblicati sul sito della scuola i risultati del questionario iniziale di autovalutazione d’Istituto. Come ho già avuto modo di dire, si è trattato di un sondaggio preliminare, fatto anche per collaudare la “macchina” e familiarizzare i nuovi iscritti (studenti e genitori) allo strumento di consultazione.

Tuttavia non vi nascondo la mia delusione. Non per i risultati in sé che, al contrario, potrei giudicare lusinghieri sotto tanti, importanti aspetti, ma per la partecipazione davvero molto bassa (56 studenti e 132 genitori su una platea complessiva calcolabile di poco inferiore alle duemila unità). Sarebbe interessante che quantomeno la pattuglia dei coraggiosi che si è espressa offrisse un ulteriore contributo di riflessione in merito. Poca fiducia in questo tipo di consultazione? Sbagliata la formulazione delle domande? Inutile lo stumento, semplice orpello salvacoscienza di una realtà che resterà immutata? Cos’altro?

Quanto a me, presenterò esiti e risultati al prossimo consiglio di Istituto, perché, comunque, se ne traggano considerazioni operative , ivi compreso l’abbandono dell’iniziativa.

Eppure resto convinto che avvicinare famiglie e studenti alle scelte di governo della scuola sia non solo importante, ma necessario. In fondo gli strumenti di contatto on-line dovrebbero facilitare tale avvicinamento, consentendo una forte riduzione di tempi e percorsi.

E’ troppo chiedere ai tanti genitori che  possiedono un collegamento a Internet di fermarsi a riflettere qualche momento, magari la sera, il sabato, la domenica, sulla qualità dell’istituzione a cui hanno affidato l’educazione e l’istruzione della propria figlia o del proprio figlio?

Questa richiesta non ha nulla di ideologico, ma poggia sull’esigenza di un ritorno al dialogo, alla partecipazione, alla condivisione. Oggi infatti non si può dire che la scuola sia governata male. Utinam. Essa non è semplicemente governata. Si ha sempre più la sensazione che si proceda ad horas, per mode culturali, impulsi, spesso  generati da fatti di cronaca, senza un disegno complessivo sottostante, (a parte quello della riduzione delle risorse!)

L’ultimo episodio: la rissa fuori dei cancelli del liceo “Aristotele”. Tanto è bastato perchè la ministra promettesse una task force (to eu leghein to eu phronein!) contro il bullismo e si dichiarasse d’accordo con quelle scuole che decidessero di installare le telecamere nelle classi.

Adesso sono certo che si discuterà su questo tema sul modello dei tanti talk show televisivi, senza approfondire … e senza inorridire di fronte alla sola idea di un ufficio di presidenza trasformato in una cabina di regia con tanto di consolle con monitor aperti a “vigilare” su tutta la scuola.  Lo stesso è accaduto con la reintroduzione (sic!) del voto in condotta: basta poi leggere sul sito del MIUR  il relativo Decreto Ministeriale per capire dove sta il fumo e dove l’arrosto.

Per evitare questi sbalzi umorali e sedare ingiustificati timori (vedrete che per alcuni giorni ci verranno raccontate tutte le nefandezze che vengono commesse nelle scuole italiane, che, facendo di ogni erba un fascio, saranno dipinte come luoghi di perdizione) è necessario ripristinare una sana, quotidiana, silenziosa  routine di buona amministrazione, partecipata e condivisa al massimo grado possibile, pur conservando ciascuno  le proprie prerogative e le proprie responsabilità, da tutta la comunità scolastica.

Possiamo ancora farcela, oppure lo Zeitgeist è talmente forte da consegnarci inevitabilmente all’inattualità?