giovedì, 29 luglio 2010
Anche quest’anno si è concluso il processo di autovalutazione di Istituto, processo a cui questa presidenza annette un significato che va al di là delle pur significative indicazioni che emergono dalle risposte dell’utenza. Esso infatti vuole essere un contributo alla diffusione della cultura dell’(auto)valutazione del servizio pubblico.
Come ho già avuto modo di dire anche sul mio blog l’anno passato, ritengo si tratti di una questione fondamentale, soprattutto se la si collega all’autonomia scolastica, che può realizzarsi pienamente solo in presenza di un efficace sistema di verifica delle scelte compiute. L’autonomia implica un maggiore tasso di libertà di azione, ma questa libertà non può non coniugarsi con la responsabilità, la trasparenza e la tracciabilità delle procedure messe in atto per raggiungere gli obiettivi prefissati. Questa cultura della valutazione e dell’autovalutazione è assai poco diffusa nel nostro paese, soprattutto nella Pubblica Amministrazione, dove si tende ancora ad interpretare il servizio reso agli utenti come questione che riguarda più chi lo fornisce (shareholders) che chi ne usufruisce (stakeholders).
Percorriamo adesso in sintesi i risultati dell’autovalutazione 2009-2010 all’Aristofane, così efficacemente dispiegati e articolati da Giacomo Drago sul nostro sito. Mi limiterò a illustrare gli elementi che mi paiono più significativi, sperando in analisi e commenti più approfonditi e ampi da parte della comunità aristofanina.
In primis metterei l’accento sul numero delle risposte date, che finalmente toccano e oltrepassano la soglia della significatività statistica, con una somma di 1046 di fronte alle 181 dell’anno passato. Gli aumenti più sostanziali hanno riguardato le componenti “studenti” (anche grazie ad un sistema più organizzato di raccolta dei dati) e la componente “genitori”, con il raddoppio delle risposte. In forte e significativo aumento la partecipazione del personale ATA, che ha triplicato le risposte. Continua invece ad essere poco soddisfacente l’adesione dei docenti (solo 28 su circa 100); sulle ragioni di tale esito bisognerà discutere in sede di Collegio, che pure ha dato il via libera all’iniziativa di autovalutazione d’istituto a larghissima maggioranza.
In secondo luogo mi pare si debba sottolineare il dato – che quest’anno si è potuto scorporare per corsi e per classi e quindi rendere molto più utile – di una complessiva valutazione positiva del servizio così come fruito e percepito dai partecipanti all’indagine. La media di gradimento si colloca infatti oltre il 7,5 e conferma, con ben maggior sostanza, quanto emerso anche negli anni scorsi anni. Lusinghiere in particolare mi sembrano essere i dati relativi al quesito su un’eventuale conferma della scelta di iscriversi nella nostra scuola, con oltre il 90% di risposte positive.
Ritenendo tuttavia che l’utilità di tali consultazioni risieda non tanto nell’essere gratificati – cosa che pure fa sicuramente piacere! – ma nella messa a fuoco delle criticità e nei suggerimenti operativi che ne emergono, vorrei esaminare qualche dato specifico meno soddisfacente degli altri (gli items che hanno ottenuto meno di 2.0 o percentuali oltre il 30-35%).
Iniziamo dagli studenti, i giudici più severi:
Spazi e attrezzature: a fronte di un 2.5 per le dotazioni, si registra un 1,7 per il loro utilizzo, che gli studenti ritengono evidentemente non del tutto funzionale;
Caratteristiche professionali: il voto più basso (1.8) l’ha ricevuto la pulizia dei locali, cui però corrisponde un buon 2.4 di apprezzamento per il personale addetto.
Partecipazione alle attività di istituto: qui la criticità è evidente, ovvero la scarsa partecipazione alle attività pomeridiane della scuola e la scarsa conoscenza del POF (1,3 e 1,5 rispettivamente).
Qualità dell’insegnamento: buono il livello complessivo. Il voto più basso (2.0) per le attività legate al recupero.
Nel rapporto insegnante-studente è la distribuzione dei carichi di lavoro ad avere la notazione più bassa (1.6)
Nel rispondere alla domanda “cosa chiedi alla scuola” riemerge la questione degli spazi scolastici, accanto al riconoscimento di chi merita, percepito come non pienamente realizzato.
Cosa non ti piace degli studenti?: il disinteresse e lo scarso rispetto del bene pubblico si evidenziano come le criticità più sentite
Passiamo ai genitori:
la prima criticità, evidentissima, è la scarsa partecipazione delle famiglie all’elaborazione del POF(0.6) e più in generale alle attività della scuola.
Scarso valore sembrano altresì attribuire le famiglie alle attività sportive da inserire nel POF(1.4).
Per quanto riguarda il “cosa chiedi alla scuola” vi è coincidenza tra genitori e studenti: maggiore attenzione a chi merita e più efficacia nelle azioni di recupero.
Gli insegnanti:
anche qui si registra la scarsa l’importanza attribuita alle attività sportive da inserire nel POF, mentre nel rapporto insegnanti-studenti, in coincidenza con gli studenti (!), si sottolinea la non buona distribuzione dei carichi di lavoro e la scarsa condivisione degli obiettivi didattici con le famiglie.
Nel “cosa chiedi alla scuola” è significativamente alta la percentuale di chi chiede maggiore attenzione all’innovazione didattica e al riconoscimento del lavoro svolto.
Cosa non ti piace dei colleghi?: innanzitutto la scarsa collaborazione reciproca, ma anche la mancanza di rispetto per gli obbiettivi comuni e lo scarso rispetto degli orari.
Il personale ATA:
attribuisce anch’esso scarsa importanza alle attività sportive da inserire nel POF, ma è nel rapporto di lavoro che emergono le criticità, soprattutto sul tema della formazione. Si richiede inoltre maggior rispetto delle regole e collaborazione tra il personale.
Cosa non piace del personale ATA è soprattutto la eccessiva tolleranza nei confronti dei comportamenti irregolari degli studenti e la scarsa collaborazione tra colleghi.
Fare la sintesi di dati così complessi e interessanti, che, ripeto, possono essere estrapolati per singole classi e corsi, non è né facile, né utile. Sono emerse chiare indicazioni su cosa non va ancora bene e su quello che si potrebbe fare per migliorare il servizio. Ci sforzeremo di rispondere a tali indicazioni e l’anno prossimo verificheremo di nuovo se gli obbiettivi sono stati raggiunti.
Grazie a tutti per la partecipazione.
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