Archivio di luglio 2011

Commento ai risultati dell’autovalutazione di istituto 2010-2011

giovedì, 14 luglio 2011

I risultati che emergono dall’autovalutazione di quest’anno non si discostano sostanzialmente da quelle degli anni precedenti e si possono considerare globalmente positivi (oltre i 7/10 la valutazione media data alla scuola) anche per la loro tenuta nel tempo. Nella suddetta media non ho potuto considerare le due componenti “docenti” e “personale ATA” perché la loro risposta è stata numericamente di molto inferiore rispetto all’anno scorso e quindi statisticamente irrilevante. E’ un “meta dato” su cui andrà fatta una prima riflessione: le possibili spiegazioni per questa accentuata disaffezione rispetto allo strumento autovalutativo da parte delle componenti più professionalmente coinvolte nel servizio scolastico possono essere molte e differenti, dalla più ottimistica (le cose vanno bene a tal punto che è inutile dirlo) a quella più pessimistica (le cose non vanno bene ed è inutile dirlo, perché non c’è nulla da fare).

Il dato più incoraggiante è quello che riguarda la risposta alla domanda sintetica fatta agli studenti (“ti iscriveresti di nuovo a questo liceo” con l’ 87% di risposte positive e 13% di risposte negative) e alle famiglie (“iscriveresti di nuovo tuo figlio in questa scuola”, con il 93% e il 7% rispettivamente). E’ un risultato da salvaguardare, che incrementa quello già molto soddisfacente degli anni passati e che è frutto dell’azione di tutti. Al di là della scomposizione analitica dei risultati, esso conferma infatti un clima e una condizione di lavoro giudicata da molti serena e produttiva.

Passando all’analitico, poiché come ho già avuto modo di dire il dato interessante è quello che segnala criticità e non quello che esprime apprezzamenti (che pure fanno molto piacere!), bisogna notare che purtroppo non si è ancora riusciti a fare piena breccia nel muro che ancora non consente una partecipazione attiva e diffusa alla progettazione delle attività di istituto, sia per gli studenti che – soprattutto – per le famiglie (seconda riflessione). Bisognerà trovare mezzi di comunicazione più efficaci perché il POF e le attività pomeridiane vengano più e meglio conosciute.

Un’altra nota dolente è quella delle attrezzature. La nostra scuola ha un’alta densità di popolazione e pochi spazi comuni. Si tratta di un notevole freno all’innovazione didattica, che si vorrebbe sempre più laboratoriale e a classi aperte. Faremo il possibile per l’anno prossimo, utilizzando al meglio le attrezzature e incrementandole ulteriormente (con altre LIM, ad esempio). Bisogna tuttavia dire che il timido tentativo fatto dallo scrivente l’anno passato di acquisire ulteriori spazi in altri edifici scolastici vicini ha sollevato una forte ondata di ostilità, sia da parte delle famiglie che da parte degli studenti (terza riflessione).

Quanto alle qualità professionali degli insegnanti e più in generale alla qualità dell’insegnamento, la valutazione di studenti e genitori è stata sicuramente apprezzabile. Meno – e su questo dovremo lavorare – il rispetto del patto d’aula, l’equilibrata distribuzione dei carichi di lavoro, il rispetto della personalità dello studente, il riconoscimento del merito di chi studia, la condivisione degli obiettivi didattici. Gli spazi di miglioramento sono notevoli e cercheremo di sfruttarli tutti, incrementando l’azione dei dipartimenti disciplinari e l’efficacia programmatoria dei consigli di classe (quarta riflessione).

Sulle priorità del POF mi pare si possa osservare una sostanziale omogeneità delle due componenti, con le attività di recupero e sostegno al primo posto, seguite dalle attività di scambi e viaggi culturali, delle attività sportive (solo per gli studenti), delle attività di arricchimento culturale. Le linee programmatiche del POF 11-12 sono in linea con quanto rilevato.

A proposito delle attività di recupero, quest’anno abbiamo voluto misurare il gradimento del nuovo sistema di sostegno all’apprendimento. Mi pare di poter dire che il risultato sia positivo e che l’unico neo piuttosto marcato sia quello relativo alle risorse, indubbiamente poche e che noi, nei limiti che ci saranno fissati, incrementeremo ulteriormente l’anno prossimo (quinta riflessione).

Infine il sondaggio sul fumo, cattiva abitudine molto diffusa tra gli studenti (e non solo tra gli studenti!) e favorita dal nostro magnifico giardino. Qui le risposte di studenti e genitori si differenziano: tra i primi solo il 27% si è pronunciato per la soluzione drastica del divieto di fumo in tutto il perimetro della scuola, mentre tra i genitori questa percentuale sale al 65%. Tra gli studenti, inoltre, il 73% ritiene il fumo una scelta individuale, da non contrastare quando non danneggia altri, mentre tra i genitori la scelta “repressiva” ha una percentuale simmetrica del 73%. Con il prossimo Consiglio di Istituto potremmo studiare la possibilità di attuare la scelta intermedia (zone esterne all’edificio dedicate ai fumatori).

Ancora più ricchi di riflessioni e commenti potrebbero poi essere gli interessanti dati scomposti per singoli corsi e per singole classi. Qui tuttavia mi fermo e resto in attesa di quanto avranno da dire gli aristofanini tutti.